Ci sono profumi che cerchi e scegli, e poi ci sono profumi che arrivano in punta di piedi e ti sconvolgono. Late Bloom, di Matthew Chang, per me appartiene alla seconda categoria. È arrivato in una beauty box di Pasqua 2025, che ho acquistato da un sito di cosmetica coreana. Mai mi sarei aspettata di trovare uno dei miei profumi preferiti di sempre.
Le note dichiarate sul sito ufficiale sono: Mela rossa, Rosa in fiore e foglie verdi, Semi di ambretta e muschio bianco; come al solito, la piramide olfattiva è molto limitata e non rispecchia appieno il profumo, ma c’è una bellissima storia nella scheda prodotto, che riporto tradotta:
Nel cuore di un giardino inondato di sole, una mela rosso brillante pende dalla punta di un ramo. Poco più in là, una delicata rosa è in piena fioritura e diffonde nell’aria il suo profumo dolce e fresco. Tra i suoi petali si intravedono foglie verdi accarezzate dalla rugiada, luminose e piene di vita. Al passaggio di una brezza tiepida, ogni profumo del giardino si fonde in un’unica, delicata armonia. E proprio in questo intreccio iniziano a schiudersi leggere e gentili sfumature di rosa.
Mi immagino a passeggiare in questo giardino fiorito la mattina presto, sotto i piedi sento il fresco della rugiada, vedo le goccioline scivolare lungo i petali di una bellissima rosa appena sbocciata. Mi avvicino per sentirne il profumo, il viso si bagna di questa pozione fiorita. Quella mela qualche ramo più in là è lucidissima e fredda, di un rosso vivo e luminoso, e posso sentire la croccantezza già solo guardandola: è decisamente matura ma assolutamente non farinosa; la polpa è compatta e succosissima.
Quello che più mi colpisce di più di Late Bloom è che rimane sempre “liquido”: non come consistenza, ma come sensazione al naso. Sembra non asciugarsi mai, e rimane addosso proprio come la rugiada, lasciando una sensazione di fresco e pulito. Non immaginarti i classici profumi di “panni stesi al sole”: qui non troviamo quel genere di secchezza, ma un’acqua pura e profumata che non avvolge la pelle, la accarezza.
Il packaging di Late Bloom è adorabile e delicatissimo: la semplice boccetta di vetro trasparente con un’etichetta incredibilmente proporzionata, è sovrastata da un tappo sferico bianco, con un collarino dorato che riprende la scritta che riporta il nome del profumo.
Non è un packaging banale, racconta di sé molto più di quanto non facciano altri: per emergere non serve fare i fuochi d’artificio, a volte basta essere semplicemente se stessi.
il brand
Di recente, ho visto un video TikTok dell’owner del Brand in cui un utente gli chiedeva in cosa i suoi profumi sono diversi dagli altri, e Matthew risponde – sto parafrasando il concetto, ti consiglio di vedere il video completo su TikTok cliccando qui – che il profumo non è solo un modo per distinguersi o per essere notati dagli altri, ma un piccolo rituale personale, un gesto intimo capace di rendere speciale anche un momento quotidiano. Indossare una fragranza significa concedersi qualcosa per sé, romanticizzare la propria vita e riscoprire la bellezza nelle piccole cose. Un profumo può attirare complimenti e lasciare il segno, ma prima di tutto dovrebbe farci stare bene, evocare emozioni e raccontare qualcosa di profondamente personale, perché ogni fragranza assume un significato diverso per ognuno di noi.
Trovo che sia un concetto estremamente interessante, e annusando Late Bloom non posso che confermare che è esattamente quello che provo quando lo indosso.
Non ho potuto fare a meno di fare la fangirl e scrivere a Matthew Chang, chiedendogli le sue sensazioni su questo profumo da integrare in questo articolo, ed è stato così gentile da rispondermi:
"Late Bloom holds a message for myself and others that even though we all may sometimes feel like we are behind in life, blooming later than we wanted to is totally ok, and that it can actually make us all the more beautiful."
Matthew Chang
“Late Bloom” è un messaggio per me e per chiunque, a volte, abbia la sensazione di essere in ritardo nella vita. Per ricordarci che non c’è niente di male nel fiorire più tardi di quanto avremmo immaginato. E che, forse, è proprio quel tempo in più a renderci ancora più belli.
Questo messaggio, unito alla mission di cui sopra, è estremamente potente in questo periodo storico, in cui è tutto proiettato verso l’esterno di sé piuttosto che verso l’interiore: fare qualcosa per se stessi senza doverlo per forza condividere con il mondo sembra un gesto incredibilmente rivoluzionario, come godersi un concerto senza telefono in mano o osservare un’eclissi solare senza immortalarla in brutte foto solo per dire “io c’ero”.
Esistiamo comunque, anche se il nostro profumo non è un urlo ma un sussurro.
E in quel piccolo gesto di premere il dito sul vaporizzatore è racchiuso un concetto di cura di sé che basta a se stesso. Non lo sentirà l’intera stanza, non lascerà la scia, ma lo senti tu e chi ti sta molto vicino.
Quando uso questo profumo?
Sicuramente, scelgo Late Bloom quando so che sarò con bambini molto piccoli perché è fresco ma non potente, memorabile ma non intossicante. Se voglio sentirlo addosso per più tempo, utilizzo in abbinamento anche la crema corpo, che oltre ad avere un packaging adorabile che richiama il profumo, riproduce ed amplifica la meravigliosa fragranza.
Un ringraziamento speciale per questo articolo va all’owner Matthew Chang, che oltre a produrre profumi davvero eccezionali si è rivelato anche una persona dalla sensibilità fuori dal comune. Grazie, Matthew!