Non amo i profumi agrumati. Non so come mai, ma trovo che siano didascalici, autocelebrativi, poco affini alla mia pelle.
Eppure, Erba Pura di Xerjoff ha come note di testa proprio gli agrumi: Bergamotto di Calabria, Limone, Arancia di Sicilia. Ma io non credo alle piramidi olfattive, e non per qualche astrusa teoria complottista: concentrazioni, abbinamenti ed evoluzioni nel tempo rendono ogni fragranza molto più di testa, cuore e fondo. Inoltre, la nostra personale percezione rende tutto fluido, sfumato ed estremamente personale.
Partiamo dal flacone: una boccetta dalla forma a goccia sintetizzata in 6 facce, impreziosita al centro da una targhetta, dove troviamo il pittogramma* di Xerjoff e il nome del profumo – in questo caso “Erba Pura”; tenendola in mano, si adagia perfettamente alla forma palmo: le facce della goccia diventano il rifugio perfetto per i polpastrelli, che possono afferrarla con sicurezza.
Si percepisce subito una pesantezza inaspettata, storicamente ricorrente dei prodotti di lusso – pensa che all’inizio della storia dei laptop, quando ancora erano un prodotto esclusivo, venivano inseriti dei piccoli piombi nel case per dare la percezione di maggiore qualità.
Salta subito all’occhio il tappo: perfettamente proporzionato alla boccetta, scopriamo che contiene in sé gran parte del peso di questo piccolo capolavoro; la sua forma è ispirata dal Deshret, l’antica Corona Rossa dell’Egitto – come si legge dal sito ufficiale del brand – e credo sia anche un richiamo al Museo Egizio di Torino, quest’ultima città natale Sergio Momo e Dominique Salvo, fondatori del brand nel 2007. Li immagino passeggiare attraverso le sale di questo incredibile palazzo di cultura, con l’idea di Xerjoff in testa e, guardando le rappresentazioni del Deshret, lasciarsi catapultare nel turbinio di emozioni tipico di chi ha appena trovato proprio quell’idea che stava cercando, con le farfalle nello stomaco e la necessità impellente di avere un foglio e una penna per iniziare a disegnare, progettare, modellare.
Tolta la corona, non sfugge neanche il dettaglio dell’erogatore della pompa spray, decorato anch’esso con il pittogramma del brand. Come se fosse facile perdere il tappo, ma giustamente i designer sanno che qualsiasi cosa sia staccabile può andare ad abitare da un’altra parte rispetto al proprio compagno.
Dopo questa digressione sul design, passiamo all’erogazione: sicura e ben nebulizzata, breve ma efficace. Perfettamente bilanciata per la potenza e la persistenza di questo profumo: più di questo, diventerebbe una presenza olfattiva quasi intossicante per chi ci circonda.
Alla prima vaporizzata, ecco che si aprono le note agrumate: bergamotto, limone e arancia spremuti freschi in un bicchiere ghiacciato in un tardo pomeriggio d’estate, lasciando sui polpastrelli il sentore esperidato delle scorze. Il primo pensiero comune sugli agrumi è la loro asprezza, che però in questo caso non è pervenuta: lasciando passare qualche minuto e annusando a fondo il fazzoletto di seta* su cui ho vaporizzato il profumo, viene fuori una morbidezza disarmante, data dalla frutta mediterranea. Al mio naso – non dichiarato dal brand – viene fuori la luminosità della pesca bianca e, molto lontana, la cremosità dell’albicocca.
Il profumo continua a mutare, ad aprirsi ed evolversi ogni minuto che passa, sorprendendomi in ogni sua sfaccettatura. Più vado avanti, e più la freschezza e la luminosità si scaldano, come se stessimo guardando un tramonto: la luce della golden hour ammorbidisce i contorni, il sole si riflette sulle finestre delle case circostanti regalando piccoli punti di un’abbagliante luce arancione. È questa l’immagine che mi richiamano la vaniglia e l’ambra, che fanno da sfondo alle note luminose della frutta mediterranea. Un quadro perfetto dai colori dolci ma allo stesso tempo luminosi, caldi e al contempo succosi.
Sulla mia pelle, che tende quasi sempre ad addolcire ogni profumo, l’evoluzione è molto rapida e le note agrumate quasi non si percepiscono; vengono invece fuori frutta, vaniglia e ambra – motivo per il quale non consiglio mai un acquisto alla cieca. Giusto per dare un’idea, una mattina l’ho indossato e la sera ho incontrato un’amica che mi dice: “è tuo questo profumo di incenso?”; credo facesse riferimento all’ambra.
La persistenza e la potenza di questo profumo sono impareggiabili: rimane sulla pelle e sui vestiti anche dopo il lavaggio. Una performance anche vincolante sotto alcuni punti di vista, soprattutto per chi come me ama cambiare, ma decisamente apprezzabile.
Quando uso questo profumo?
Scelgo questo profumo dalla mia collezione quando mi sento pienamente me stessa. È un profumo che mi fa sentire sicura, e nelle giornate in cui invece non brillo per autostima credo mi renda forte agli occhi degli altri. Se solo non avessi questa passione e non cambiassi ogni giorno, sarebbe il mio profumo signature.
Quando l’ho comprato
Era il 2023 ed ero in giro per il centro di Roma con mia mamma, nella consueta passeggiata che facciamo ogni volta che torno nella mia città natale. Mi trovavo in Via Campo Marzio, dove c’è la profumeria omonima – negozio piccolo ma estremamente fornito, ha anche uno shop online vasto e anche molto efficiente. Era inverno, e io portavo una giacca troppo pesante per Roma: sentivo un caldo disarmante, ma ero determinata a scegliere un profumo totalmente diverso da tutti quelli che già avevo. Ho sempre portato profumi molto freschi, proprio per la mia tendenza ad addolcire ogni fragranza – venivo da Herba Fresca della linea Aqua Allegoria di Guerlain. Volevo qualcosa di diverso, ma non il classico dolce piacione: il mio obiettivo era avere qualcosa che mi rappresentasse, e che si sposasse bene con l’evoluzione sulla mia pelle. Dopo tanti tentativi della gentilissima commessa, quasi un’ora di sauna e lo stupore di mia mamma che non aveva più cognizione del tempo e dello spazio da quanti odori aveva sentito, ecco che arriva Erba Pura: ho sentito che era lui già dalla prima vaporizzata. Avevo trovato la mia corona egizia, da indossare quando mi sento totalmente io e allo stesso tempo assolutamente non io. Mia mamma, vicino a me e ubriaca di fragranze, avrebbe detto di sì a qualsiasi cosa e, nonostante il prezzo decisamente non conveniente, me lo regalò.
Uscite dal negozio, finalmente al fresco e con la soddisfazione di aver compiuto una missione che sembrava impossibile, siamo risalite in sella al motorino: mamma felice di avermi regalato qualcosa che mi aveva fatto illuminare gli occhi, io con il polso sul naso a sentire ogni possibile sfaccettatura del profumo, con il sorriso sincero di chi ha portato a casa non solo un profumo, ma il frutto di una ricerca .
*Il pittogramma, nell’ambito della grafica, è il segno grafico, più comunemente il “simbolo” che costituisce insieme al logotipo, la “scritta”, il logo. La mela di Apple e il baffo della Nike ad esempio sono pittogrammi.
**All’interno della confezione dei profumi Xerjoff, è sempre presente un piccolo fazzoletto di seta tessuto a Como. Qui, la lavorazione di questo prezioso tessuto ha raggiunto livelli così alti da rappresentare un’eccellenza globale, tanto da meritare l’istituzione del Museo della Seta.